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IL CASO "LA PASSATA DI POMODORO PETTI"

Indagine per maxi frode: pomodoro 100% italiano, e invece sembra non lo fosse

04 Maggio 2021

La passata di pomodoro della ditta Petti e' sotto inchiesta per una maxi frode.  Per la Procura di Livorno, infatti, le conserve sono etichettate  come "100 per cento  italiano" o "100 per cento toscano" ma non realta' sarebbero prodotte con "rilevanti percentuali" di pomodoro concentrato estero", coltivato al di fuori dell'Unione Europea.   Sono state sequestrate 4.400 tonnellate di prodotto e sono stati posti i sigilli allo stabilimento.

Oltre 4 mila tonnellate di conserve e semilavorati di pomodoro sequestrate. Secondo gli inquirenti, infatti, l’azienda commercializzava prodotti etichettati come “100% italiani” o “100% toscani”, quando in realtà erano realizzati miscelando materia prima locale con pomodoro straniero.

Il sequestro è arrivato dopo alcune settimane di indagini sotto accusa sia le conserve di pomodoro in bottiglia, vasi di vetro, barattoli, pacchi e brick etichettate come “pomodoro 100% italiano” e/o “pomodoro 100% toscano” ma anche i semilavorati e concentrati di origine extra europea in fusti e bidoni. Valore commerciale dei prodotti: 3 milioni di euro.

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In una nota pubblicata da Livorno Today, l'azienda si difende spiegando che “la società Italian Food Spa presenterà nei prossimi giorni tutta la documentazione più dettagliata e completa per dimostrare la tracciabilità del prodotto semilavorato oggetto delle indagini e la conseguente richiesta di dissequestro merce.” L’azienda - prosegue il comunicato - intende chiarire tutti gli aspetti della vicenda con le autorità “in quanto la merce semilavorata industriale di provenienza estera, rinvenuta tra lo stock di prodotto toscano e italiano stivati nei magazzini, viene regolarmente utilizzata come da altre aziende del settore conserviero per il confezionamento di prodotti a marchi terzi, destinati all’esportazione fuori dall’Italia”.

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