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Conosciamo meglio "Corte Forte d'Attila"

Siamo andati nel caseificio di Enri Bonfante e sua moglie Sara per farci raccontare la loro storia e la loro realtà

06 Ottobre 2021

Raccontateci la vostra storia. 
Tutto è cominciato quando io e Sara eravamo giovani: durante i nostri viaggi, oltre a visitare musei e monumenti, ci soffermavamo sempre in luoghi che richiamavano il formaggio e la tradizione di ogni posto. Tutto ciò ci attirava e ci affascinava e pian piano ci siamo avvicinati a questo mondo, finché non ci siamo detti: “Ma perché non facciamo anche noi il formaggio?”. Avendo l’allevamento e il latte, ci siamo quindi lanciati in questa avventura, provando a produrre, dopo aver studiato e imparato, un formaggio alla volta. Oggi produciamo una quarantina di formaggi diversi, ognuno frutto di esperienze vissute su e giù per la nostra straordinaria Italia. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone che ci hanno dato fiducia e che ci hanno trasmesso i loro segreti, permettendoci così di realizzare il nostro sogno. 

Com’è strutturata attualmente la vostra azienda? 
Siamo un’azienda agricola composta da quattro persone in caseificio e tre in stalla, abbiamo 50 ettari di terreno e 100 vacche da mungitura per la produzione del latte: la maggior parte del latte va a Grana Padano e il resto rimane nel nostro piccolo caseificio per produrre i nostri formaggi. 

Qual è la soddisfazione più grande del vostro lavoro? 
La soddisfazione più grande è il rapporto con la gente, perché tutte le cose che fai per te non ti danno la stessa soddisfazione di quello che puoi fare per gli altri. Ad esempio, quando tu dai un pezzo di formaggio a qualcuno e ti dice “Guarda, secondo me manca un po’ di sale” oppure “c’è troppo sale”, stai creando una relazione e ti integri con gli altri, ed è meraviglioso. 

State progettando qualche cambiamento o qualche novità per il futuro? 
Tutti i giorni cerchiamo di migliorarci, dobbiamo sempre perfezionarci nel sapore. Secondo noi mangiare non è solo sfamarsi, ma è anche deliziarsi con qualcosa di piacevole. Quando tu sei a tavola e assaggi qualcosa, deve nascere proprio un’emozione. È questo il senso della vita, non ha senso la vita senza le emozioni: tutti i giorni, in mezzo a tutti i problemi che ci sono, devi proprio cercare di viverla appieno. 

Qualche anno fa hai vinto anche il premio “Contadino dell’anno”!
Sì, ed è stata una sorpresa. Però ci tengo a precisare che io faccio parte di una squadra: molte volte ci metto la faccia io però il risultato di ogni partita che si gioca è frutto del gioco di squadra. Un sapore non è dettato da una persona sola ma da un insieme di persone e caratteristiche simili che messe insieme fanno la differenza. Io ci metto solo la faccia ma la fortuna è questa, la squadra.  
Inoltre la cura dei dettagli e l’amore che si mette nel lavoro è fondamentale. Gli uomini sono bravi, ma le donne sono più brave, quindi credo che, per noi, avere una squadra di donne faccia la differenza. Completarsi però è la perfezione. 

Tutto il processo produttivo avviene qua? 
Sì, facciamo tutto qua nel nostro piccolo caseificio. Ogni giorno facciamo un formaggio diverso, ad esempio oggi facciamo caciotte, caciotte al tartufo, mozzarella e ricotta: non mi annoio mai! Il bello è differenziare tutti i giorni, perché il lavoro monotono è proprio brutto. Come anche il fatto di poter dare al palato un ventaglio di sapori fa proprio la differenza.  

Che mercati fate? 
Il mercato di Mantova a Borgochiesanuova e poi il mercato di Nogara. Ai mercati vado io perché mi diverto da morire con la gente, c’è sempre tanto da imparare, c’è questo scambio di energie necessario nella vita di ogni persona. Siamo animali in relazione e dobbiamo scambiare i nostri sentimenti. L’unica ragione di vita è la relazione.  

Potete trovare i buonissimi prodotti di Corte Forte d'Attila anche online, sul sito www.prodottoinfattoria.it

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