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25 NOVEMBRE - GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

I mercati contadini partecipano con un fiocco rosso sui gazebo

24 Novembre 2020

Nel 2019 si sono registrate 88 vittime al giorno. Nell`ultimo report diffuso (quello sul 2020 sarà pronto a gennaio) si parla di una vittima ogni 15 minuti.

Nell’82% dei casi chi fa violenza su una donna ha le chiavi di casa. È quanto si legge nel rapporto diffuso dalla Polizia di Stato “Questo non è amore”, con i drammatici dati aggiornati al 2019 sulla violenza sulle donne. Un report che parla di 88 donne vittime di atti di violenza ogni giorno: solo nel mesi di marzo di quest’anno,ogni 15 minuti è stata registrata una vittima di violenza di genere di sesso femminile.Maltrattamenti, atti di stalking, violenze sessuali, percosse, nel 60% dei casi sono commessi dall’ex partner.

Le vittime sono italiane in altissima percentuale, si parla dell’80,2% dei casi, con colpevoli italiani nel 74% dei casi. L’affermazione che per alcuni reati come i maltrattamenti, le percosse o la violenza sessuale il genere assuma un ruolo preponderante, è dimostrata dai dati: nel periodo gennaio 2016-agosto 2019, le vittime di sesso femminile sono aumentate, passando dal 68% del 2016 al 71% del 2019.

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Si stima inoltre che 427 mila minori, in soli cinque anni, abbiano vissuto la violenza tra le mura di casa nei confronti delle loro mamme, nella quasi totalità dei casi compiute per mano dell’uomo. In quasi la metà dei casi di violenza domestica (48,5%), i figli hanno assistito direttamente ai maltrattamenti, una percentuale che supera la soglia del 50% al nord-ovest, al nord-est e al sud, mentre in più di 1 caso su 10 (12,7%) le donne dichiarano che i propri bambini sono stati a loro volta vittime dirette dei soprusi per mano dei loro padri.

Per quanto riguarda gli autori delle violenze, i dati sulle condanne con sentenza irrevocabile per maltrattamento in famiglia evidenziano che nella quasi totalità dei casi (94%) i condannati sono uomini e che la fascia di età maggiormente interessata è quella tra i 25 e i 54 anni, l’arco temporale nel quale solitamente si diventa padri o lo si è già.

Nel 2019, il 34% delle vittime di omicidio è donna e in sei casi su dieci l’assassino è il partner o l’ex partner. Le percentuali di donne straniere uccise è il 67%. Una su due lascia figli piccoli e nel 18% dei casi l’autore si toglie la vita.

Armi da taglio e oggetti contundenti sono le armi più utilizzate nel 2019, mentre si sono dimezzati i femminicidi commessi con armi da fuoco.

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Da un`indagine Istat del 2017 sugli accessi da 281 Centri antiviolenza italiani è emerso:

Nel 2017 si sono rivolte ai Centri antiviolenza 43.467 donne (15,5 ogni 10mila donne);

il 67,2% ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza (10,7 ogni 10mila).

Tra le donne che hanno iniziato tale percorso, il 63,7% ha figli, minorenni nel 72,8% dei casi. Le donne straniere costituiscono il 27% di quelle prese in carico.

I servizi offerti dai centri antiviolenza sono molteplici, dall’accoglienza (99,6%) al supporto psicologico (94,9%), dal supporto legale (96,8%) all’accompagnamento nel percorso verso l’autonomia abitativa (58,1%) e lavorativa (79,1%) e in generale verso l’autonomia (82,6%). Meno diffusi, il servizio di sostegno alla genitorialità (62,5%), quello di supporto ai figli minori (49,8%) e quello di mediazione linguistica (48,6%). L’82,2% dei Centri effettua la valutazione del rischio di recidiva della violenza sulla donna.

 

 

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